Avete letto gli articoli dei giorni precedenti? Occhio che poi vi interroghiamo.
Il nostro giorno di Ferragosto, si apre nel campeggio dell’Holiday Park, sempre immersi nel solito leggerissimo tepore mattutino. Doccia e salutiamo il “pazzo” della sera prima, con un occhiolino veloce, quindi direzione Lecce.
Siamo riusciti, durante il viaggio, ad entrare in contatto con Radio 101, che ha annunciato così la nostra iniziativa:
(Vi giuro che durante il tragitto non abbiamo avuto alcun tipo di intoppo, anche se so che non ci crederete).
Lecce.
Troviamo parcheggio poco distanti dal centro della città e veniamo accolti da un ragazzo di colore con i rasta con uno spinello in mano.
- “Andò cazz stam?” – si interroga Gianluca.
- “In Jamaica” – risponde Andrea.
- “Allora misa che abbiamo sbagliato strada” – controbatte il barbuto.
Temiamo che Fausto sia in pericolo, ma sappiamo che è maggiorenne e può cavarsela da solo, quindi procediamo verso il centro.
Anche Lecce è molto bella. Lo stile barocco che primeggia in ogni chiesa della città, la rende unica e la pietra calcarea di cui sono fatti la maggior parte degli edifici del centro, le conferiscono quell’aria di antichità che permette a chiunque di immergersi nella sua storia e di lasciarcisi cullare.


Ovviamente, una volta a Lecce, bisogna assaggiare il famoso “pasticciotto leccese”. Crema ai pinoli per me e Gianluca, uno con la crema semplice per Andrea.

Ve lo descrivo? In realtà non amo molto i dolci e quindi non sono la persona più adeguata , però vale la pena mangiarlo. E’ particolare e l’anfiteatro romano davanti a noi, ci allieta la pausa caffè-pasticciotto.
E’ ora di ripartire e soprattutto sarebbe ora di MARE! Destinazione Grotta della Poesia, Roca Vecchia.
Questa grotta è di particolare interesse perché permette degli spettacolari tuffi da un’altezza di circa 5 metri. E’ un luogo che isola dal resto del mondo. Ci si immerge in un posto completamente diverso rispetto agli altri.

Abbiamo bisogno di un bagno e Andrea lancia la sfida:
- “Lanciamoci da la” – indicando la sporgenza più ripida sulla grotta
- “Manco morto” – rispondo io (purtroppo la paura dell’altezza è un limite non da trascurare).
- “Ci provo” – fa Gianluca, non pienamente convinto.
Il risultato? E’ tutto documentato (vi invito a notare la paura che ha pervaso i due “coraggiosi” al momento del tuffo).
Il tutto mentre alcuni ragazzi suonavano chitarra, tromba e bongo alternando musica popolare salentina a canzoni in stile raggae.
Uno spettacolo.

Ore 20, dopo una veloce doccia in camper (che lusso!), è ora di ripartire.
Destinazione Otranto.
Arrivati lì, leggiamo di un’area attrezzata per la sosta dei Camper e ci mettiamo in attesa del titolare.
Dopo una mezz’ora di attesa, finalmente qualcuno si fa vivo ed è un signore sulla sessantina.
- “Salve, vorremmo pernottare qui per la notte? Sarebbe possibile? Avete posto?”
- “Sono 35 euro”
(Almeno un saluto sarebbe troppo scontato?)
– “Prezzi modici” – controbatto stizzito.
– “Perfetto, arrivederci” – taglia corto Gianluca.
Una volta trovato un parcheggio custodito, decidiamo di lasciare Fausto lì e andare a vedere il centro.
Anche qui ci sarebbe molto da dire, ma mi limito a dire che Otranto è un gioiellino. Il suo centro ricorda quello di Sperlonga (per chi conoscesse il posto).

Ho omesso un fatto importante: siamo a digiuno da un bel po’.
Abbiamo bisogno di qualsiasi cosa di commestibile (ho tentato di mordere un braccio di Andrea, ma ci siamo promessi di non ridurci al cannibalismo anche in casi straordinari. Ho desistito.)
Voi direte: “ovviamente cercheranno un posto dove mangiare pietanze tipiche del posto”.
Kebab. Rapido e indolore.
Cioè, in realtà “rapido” non proprio (visto che il tizio del locale ha impiegato circa un’ora per servirci), però almeno ha placato gli istinti primordiali della fame.
A questo punto decidiamo di continuare il giro per il centro e veniamo investiti da una felice ondata di musica popolare salentina: un concerto in riva al mare con tanto di danzatrici.

Tantissima gente ad ascoltare e altrettanta a ballare, tentando di imitare le giovani ragazze davanti al palco.
E’ musica che coinvolge e trasporta. Anche la persona più irremovibile del mondo, agiterebbe le gambe.
Finalmente sazi e soddisfatti, concludiamo il giro fermandoci su una scalinata di fronte una chiesa molto antica, a due passi dal mare. E’ stato il momento di riflessioni personali, dall’amore al discorso sul nostro futuro. Un momento per noi, che ve lo risparmio.

Una giornata tranquilla e molto costruttiva, senza alcun intoppo (finalmente!).





Bene ….siamo quasi normali oggi