Sapete quando tra amici si progettano dei viaggi e poi alla fine salta tutto? Non è questo il caso, alla fine siamo partiti sul serio!

Vi spiego. Il nostro progetto è quello di partire con un sacco di INesperienza sulle spalle ma con tanta voglia di stare insieme e scoprire nuove mete. Perché ho parlato di inesperienza? Concedetemi due minuti.
Innanzitutto: Partenza teorica prevista per l’11 Agosto; partenza effettiva 12 agosto.
Ovviamente non potevamo non dare un nome al nostro camper (Ford Transit classe ’93): Fausto.

Come è uscito questo nome? Semplice, Gianluca scende dal camper, lo guarda arricciandosi la barba sotto il mento e, con sguardo serio, fa: “Si chiama Fausto”. Ora, vi potreste chiedere quale possa essere il motivo di questo nome. Il bello è che non c’è un motivo. Semplice ispirazione.
Ok, dicevo partenza 12 Agosto con a bordo di Fausto: Gianluca, Tommaso e un numero indefinito di borse, buste della spesa e oggetti di raro e alquanto dubbio utilizzo.
Ore 7:20 (1 ora e venti dopo l’orario stabilito), PARTENZA con destinazione Vasto.

Arrivati sulla Sora-Avezzano, scopriamo che Fausto è dotato anche di una marcia che non era nota a nessuno dei 60 o 70 precedenti proprietari: Fausto ha la quinta marcia!!! Da lì, passare dai 60 km/h agli 80 km/h è stato un attimo (…bè, magari un paio di attimi dai).
Vasto per prelevare Andrea. Dopo il leggero pranzo gentilmente offerto da sua mamma, ondeggianti ma carichi di entusiasmo ci dirigiamo in direzione Vieste.
Sapete come si arriva a Vieste? Da Vasto sono circa 45/50 minuti di viaggio. Dai mi tengo largo, un’ora. Ora siete curiosi di sapere quanto ci abbiamo messo noi, vero? Ok, vi dò 3 possibilità:
A- 3 ore e mezzo;
B– 8 ore;
C– ancora dobbiamo arrivare.
Non crederete sul serio che ancora non siamo arrivati a Vieste?! Siamo arrivati, ovviamente dopo 8 ore, ma siamo arrivati! Quindi risposta esatta lettera B! Complimenti a chi ha indovinato.
Ebbene si, un botto di tempo! Usciti dalla superstrada, arriviamo ad un passo da Rodi Garganico e da Vico del Gargano. Fausto imbocca una discesa fatta di tornanti in direzione Rodi Garganico-Peschici.
Primo tornante sulla destra, tutto ok. Secondo tornante sulla sinistra, ci vuole ben altro. Al terzo, qualcosa non va..Fausto si è spento perché è finito il diesel!!
Immaginate il panico che ha pervaso Gianluca dalla punta dell’alluce, fin sopra anche agli occhiali da sole (perennemente sul capo a mo’ di cerchietto. Perché usarli per ripararsi dal sole?! Sarebbe banale.): si è ritrovato a dover manovrare un bestione privo di servosterzo, pesante come un elefante che cavalca un altro elefante, con una 30ina di macchine in fila indiana dietro, lungo una strada priva di zone in cui sostare, oltre che di rettilinei. Ok, niente panico, si va di freno a mano e di olio di gomito.
Al primo piccolo spiazzo sulla destra, ci accostiamo e attiviamo le 4 frecce mentre probabilmente gli automobilisti inveiscono contro i nostri cari defunti…
Vedo in lontananza un signore e vado a chiedere indicazioni: ” mi scusi, abbiamo finito la benzina e siamo rimasti a piedi, c’è per caso un benzinaio nelle vicinanze?”
“Un benzinaio c’è sia andando a Vico, ma dovreste tornare su e, oltre ad essere salita, è anche molta strada. Ce n’è anche uno scendendo alla fine della discesa, andando a sinistra per un paio di chilometri verso Rodi”
Anch’io come voi mi aspettavo un “vi accompagno”, ma dopo averlo ringraziato, si gira e se ne va. ‘Sti capelli semi-lunghi e la barba credo mi diano le sembianze di un poco di buono.
Vabbè, armati di tanta speranza (e immaginate il “tanta” con tono esasperato), io e Gianluca decidiamo di andare alla ricerca del benzinaio in direzione Rodi, mentre Andrea rimane di guardia al Camper.

Ricordate quel “paio di chilometri“? Ecco, in realtà erano dieci. Dopo 3 ore di cammino, arriviamo alle 21 all’Agip. Considerate che vedere le scritte dell’insegna gialle e nere dopo tutto quel tempo di cammino, è stato un vero e proprio miraggio, un pò come trovare Megan Fox a passeggiare amabilmente sotto casa.
A questo punto beviamo l’acqua per svuotare le bottiglie e le riempiamo di diesel.

Squilla il telefono, è Andrea alle prese con la signora vicina di casa del tizio del “paio di chilometri”. La signora discute, alquanto alterata, con Andrea perché convinta che un ragazzo di 26 anni (cioè lui) si sia fermato davanti casa sua di proposito, con l’intento di bivaccare beatamente in quella zona sperduta della Puglia. Andrea cerca di spiegarle l’accaduto e che, nonappena trovato il minimo rifornimento di carburante, ce ne saremmo andati. A questo punto alla donna arriva il lampo di genio, propone la sua soluzione: spostare il Camper più avanti (avanti dove?!??!) per non incombere nelle possibili sanzioni dei Carabinieri. Un genio. Tralasciando il fatto che il Camper, come qualsiasi altro mezzo di locomozione, senza alimentazione non si può muovere, ma i Carabinieri vi assicuro che per quella strada non ci passerebbero neanche di proposito. Noi lo abbiamo fatto.
Tornando a noi, stanchi, carichi di diesel e di pipi (“effetto plin plin”, come dice la pubblicita), ripartiamo. La forza della disperazione ci spinge a parlare con un conducente di autobus che, mosso a compassione, ci dà un passaggio fino a metà percorso. Ci rimane solo un tratto da fare ed è buio, in mezzo al bosco, ma sappiamo che più su per quella strada ci aspetta Andrea.
Torcia del cellulare io, torcia del cellulare Gianluca ci disponiamo in fila indiana, sfidando animali, vegetazione e le rare automobili in transito.
Arrivati al Camper, la situazione è questa: buio delle 22, la signora dal finestrino che intima di spostare il Camper (con un’ostinazione da applausi) ad Andrea che, estenuato, guarda dritto con la testa poggiata su una mano e neanche le risponde (della serie “ma chi me l’ha fatto fa?!”).
Scuoto la torcia del telefono per annunciare il nostro tanto atteso arrivo, e la signora mi si fa incontro. A quel punto la prima cosa che ho pensato è stata “sicuramente la signora ha capito la situazione e ci vorrà offrire un piatto di pasta prima di ripartire, o almeno un panino”. Come no. Ricomincia con la storia dei Carabinieri e del camper che non può stare lì.
Mi veniva quasi da ridere, ma la stanchezza me lo ha impedito. Le rispondo che ce ne saremmo andati nonappena il Camper fosse ripartito.
Dopo diversi tentativi Fausto riparte e Gianluca saluta calorosamente la vecchiacc..ehm la signora, con una sonora strombazzata.
Dopo 8 ore, dunque, direzione Vieste. Naturalmente sosta a Peschici per fare benzina.
Arrivati a Vieste a mezzanotte, troviamo subito un posto dove sostare con Fausto per la notte. Affamati, propongo di lasciarmi i fornelli per cucinare un pò di pasta e andare a dormire. Tutto troppo bello vero??
Infatti a questo punto, Gianluca si rende conto che ha dimenticato le chiavi dal benzinaio a Peschici.
In breve, abbiamo fatto in una notte 3 volte Peschici-Vieste, per poi accorgerci che le chiavi erano sotto un cuscino nel camper. Stiamo alla grande!
Cena con patatine e panzanella sale e olio, quindi, una volta tornati a Vieste, non ci resta che dormire. Anzi, dobbiamo aspettare il caffè della buonanotte di Gianluca. Buonanotte a tutti, prossimo appuntamento: Polignano a mare.

N.B.: nessuno di noi ha ancora fatto una doccia.




