GTA PUGLIA – GIORNO 3 – LA VIGILIA DI FERRAGOSTO.

GTA PUGLIA – GIORNO 3 – LA VIGILIA DI FERRAGOSTO.

Il terzo giorno si apre con una musichetta alquanto trash: Gianluca ha dimenticato di togliere la sveglia. Ore 6:30, roba che non avevamo fatto in tempo a mettere neanche il pigiama un paio di ore prima.

Dopo una mezz’oretta in cui cercavo di punzecchiarlo con le poche forze che il risveglio solitamente mi fornisce, con un verso simile a quello di un tricheco in fase rem, finalmente si decide a spegnerla.

Ci rimettiamo a dormire.

Ore 8:30 la sveglia definitiva, nel peggiore dei modi. Ricordate la festa di paese del giorno prima? Non può mancare in eventi del genere la banda comunale! Il nostro risveglio, dunque, è stato sulle note di un “tarattazumpa zumpa pa”!!

Che urto! Avrei preferito una secchiata di acqua gelata.

Dopo aver sistemato le valigie sul mio letto (renderebbe meglio l’idea se scrivessi loculo), ci vestiamo e partiamo in direzione Grotte di Castellana. Distanza 15 km.

Lungo la strada sulla destra, la vista da falco di Andrea avvista una fontanella pubblica con tanto di spiazzo a lato. Non possiamo farci sfuggire l’occasione, soprattutto perché i nostri denti richiedono, o meglio, implorano il loro quotidiano igiene mattutino.

Ok, sosta e rifornimento di acqua per Fausto (e per i nostri denti).

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Gianluca, preoccupato dal serbatoio stracolmo delle acque reflue grigie, decide di svitare il tubo e vedere se è tutto ok. Indovinate un po’? Non è tutto ok. Mi fermo a dire che c’è un tappo (non so e non voglio sapere di cosa) che ostacola un eventuale scarico (e dico eventuale perché si può scaricare il serbatoio solo nei campeggi appositamente attrezzati. E non se ne vede uno neanche con il binocolo).

Tappetino verde acido (che anche un cieco riuscirebbe a vedere) e si va a fare i meccanici nella tundra pugliese, mentre si alternano signori attempati per riempire le proprie bottiglie, guardandoci con aria sospetta (e non hanno tutti i torti!).

La situazione è questa.

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Ore 11:50 ripartenza per le Grotte di Castellana. Orario di ingresso previsto alle grotte, ore 12. Siamo spacciati. Fausto siamo nelle tue man..ehm..siamo con te!

Pagato il parcheggio, corriamo di fretta verso le casse per fare il ticket (corriamo è un parolone lo so, lo stato di coma irreversibile inibiva tutti i nostri movimenti).

Siamo fortunati perché rientriamo nell’ultimo gruppo prima della sosta per il pranzo, quello delle 13.00

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Volete una descrizione del gruppo? Orientativamente una trentina di persone, tra cui un gruppetto di cinesi. Giustamente penserete che conoscano l’italiano. Neanche per l’anticamera del cervello.

Per cosa sono notoriamente conosciuti i cinesi (o gli orientali in generale)? Voi direte per il loro aspetto alquanto lontano dal nostro (“occhiamandorla”, tutto attaccato), oppure per la loro cucina speziata. Tutto giusto, ma la mania di fotografare anche i sassi, non gliela toglie nessuno (e pensate quanti sassi ci sono in una grotta!!!).

Uno strazio: foto da soli, foto in gruppo, foto panoramiche, foto dei particolari, ecc. Il tutto accompagnato da un tono di voce piuttosto elevato, roba che la nostra guida ha passato più tempo a dire “schhh!!!” che a spiegare dove ci trovavamo.

-“Tenn i megafono!” – commenta Andrea.

In effetti.

Comunque la grotta è veramente entusiasmante e così incontaminata, che verrebbe voglia di tornare indietro per non contribuire ad inquinare quel posto.

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I nostri cinesi non sono di questo avviso: foto, tocca una roccia qua, tocca una roccia la e volume di voce alto. Quindi la seconda anziana accompagnatrice, decide di vestire i panni della maestrina delle elementari e si piazza per tutto il percorso di fianco a loro, alternando un inglese maccheronico e italiano per tacitare i bimbiminkia cinesi.

Stiamo per uscire dalla grotta e uno dei conti-duca cinesi, dinanzi a noi, decide di arricchire l’aria nelle circostanze con una flatulenza leggermente rumorosa, cercando di mitigarne il suono schiarendo la voce (vi giuro che dalla puzza, ho visto delle stalattiti tentare il suicidio). Le vostre abitudini tenetele a casa vostra, grazie!

Usciamo dalla grotta e mi ritrovo davanti ad un braciere enorme, custodito da un signore anziano (dalla grande esperienza culinaria, si vede).

Scambio di sguardi tra me e lui, stile film western di Clint Eastwood.

-“Mo me faccio male!” – penso tra me e me.

-“Ti aspetto” – sento nella mia mente.

Sti vecchi cuochi hanno addirittura poteri mentali!

Panino con “zambina” (tipico piatto pugliese fatto di macinato di maiale, sugo e spezie tutto insieme in un’unica salsiccia arrotolata) con tanto di birra al seguito.

Dopo essere stramazzati su una panchina, decidiamo che è ora di ripartire verso Alberobello. Ovviamente decidiamo di muoverci con il fresco, come nostro solito. Alle 15.

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Una volta giunti ad Alberobello, andiamo subito alla ricerca dei famosi trulli pugliesi.

-“Aspè, leggiamo i cartelli.” – propone Andrea.

Un cartello indica a sinistra per i trulli, quello sotto indica a destra per la stessa meta. (Facciamo la conta?)

Andiamo a destra.

Ad un certo punto si pone davanti a noi un sottopassaggio con tutta una serie di divieti a lato, tra cui quello per le vetture alte più di tre metri.

A quel punto Gianluca e Andrea si guardano:

– “Ce la faciam?” – fa il primo al secondo

– “Bo, prova.” – risponde Andrea.

Secondo voi come è andata? Menomale che dietro di noi un ragazzo ci urla: “Fermaaaaa!! Toccaaaaaa!!!”.

Ora c’è il problema di dover fare manovra per tornare indietro. Dai, tentiamo di retromarcia. Mmh, no ci sono le macchine dietro.

Allora cerchiamo di accostare Fausto per far scorrere un po’ il traffico e procediamo con l’inversione a U.

Vi ho già detto che Fausto non ha il servosterzo? La situazione è questa: io e Gianluca tentiamo di girare lo sterzo a quattro mani, mentre Andrea scende per bloccare il traffico e aiutare nella manovra.

In un battibaleno si forma una fila in entrambi i sensi, che solo chi vive il Raccordo Anulare di Roma può immaginare. Ad un certo punto si avvicina il tipico simpaticone del posto e, ridendo, pronuncia una frase in pugliese stretto (l’unica cosa che ho capito è la risata conclusiva), mimando il movimento delle mani sul volante mentre si fa manovra.

Rimaniamo interdetti.

Riusciamo nel nostro intento e alla fine decidiamo di lasciare Fausto sulla statale, per prendere una scorciatoia a piedi per arrivare in centro.

Vi dirò che anche Alberobello è spettacolare. Il bianco che primeggia per le strade, rilassa le menti. Il sole delle 18 riesce a conferire ai trulli una luce particolare, tanto da renderli ancor più belli di quello che in realtà già sono.

Tutto molto caratteristico e mozzafiato.

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Caffè, gelato e ripartiamo alla volta di Ostuni.

Viaggio breve e indolore per Fausto, ma non dimentichiamo che dobbiamo svuotare i serbatoi!

Primo camping chiamato, completamente pieno (come te sbagli?!). Secondo campeggio, senza possibilità di scarico. Un altro ci ha chiesto 60 euro più tassa di soggiorno (la cassa comune non se lo può permettere!).

Insomma, chiamiamo una quindicina di campeggi, ma nessuno di questi risponde alle nostre esigenze (il tutto mentre Gianluca e Fausto entrano nel centro di Ostuni, completamente intasato di traffico e probabilmente vietato al passaggio dei camper. Dettagli.).

Quindi, da una parte Gianluca in preda al panico per il traffico che metteva a dura prova le sue abilità da camionista, dall’altra io e Andrea in versione centralinisti per cercare un posto dove passare la notte e risolvere i nostri disagi.

Proprio quando le speranze erano ridotte agli sgoccioli, riusciamo a trovare una piazzola di sosta all’Holiday Park e ci dirigiamo lì, un po’ distanti dal centro di Ostuni.

Il navigatore ci indica di proseguire, quando un signore anziano cerca di farsi notare per la strada richiamando la nostra attenzione scuotendo le mani.

-“Chiss che vo’?” – si domanda Andrea un po’ incuriosito.

-“Secondo me è pazzo”- ribatte Gianluca.

E proseguiamo dritti, seguendo il navigatore.

Ovviamente, poco dopo (come i più arguti avranno intuito), realizziamo che quel signore anziano era proprio il proprietario dell’Holiday Park che avevamo prenotato.

Torniamo indietro.

– “Mi stavate per mettere sotto!” – esordisce l’anziano, sorridendo.

– “Che ne so, pensavo fossi un pazzo!” – Gianluca.

Finalmente Fausto può liberarsi di tutte le sue “eccedenze”. Questa sera docce a volontà!!

Quindi, mentre io provvedo a fare la spesa per la cena della vigilia di ferragosto, Andrea e Gianluca svuotano finalmente i serbatoi e riempiono quello per la doccia.

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Olio, un po’ di peperoncino, salmone affumicato, pachino a pezzetti, panna al salmone, prezzemolo per insaporire e vino bianco per sfumare. Lo ammetto, sono uno chef pluridecorato!

Tavolino fuori, un ottimo pasto, musica di sottofondo e amicizia vera, si potrebbe volere altro?

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Buon ferragosto fatto!

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