GTA PUGLIA – GIORNO 2 – ALLA RICERCA DELL’ACQUA.

GTA PUGLIA – GIORNO 2 – ALLA RICERCA DELL’ACQUA.

Dove eravamo rimasti? Ah si, destinazione Polignano a mare.
Il nostro secondo giorno si apre con la sveglia in un parcheggio sul lungomare di Vieste. Siamo andati a dormire convinti che ci saremmo svegliati per la stanchezza, forse due o tre giorni dopo. Invece verso le 8:30, il tepore notturno ha subìto una piccola, leggerissima metamorfosi: Fausto aveva assunto le funzioni di un forno a lenta cottura. Sudati e assonnati decidiamo di alzarci per andarci a godere una bella mattinata di mare sulla famosa spiaggia viestina.

Aperti gli occhi, Andrea si alza per aprire la porta che ci separa dal mondo esterno. Ecco, potete pensare a questa scena come quella di un astronauta che apre il portellone della propria astronave, con tanto di effetto sonoro del tipo “tappo di spumante”. Finalmente aria, un po’ di venticello.

Stanchi e assonnati, in poco tempo ci ritroviamo in spiaggia.

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Cosa si fa come prima cosa quando si arriva in spiaggia? Piedi in acqua! Vi dico che la temperatura dell’acqua sfiora quella dell’Antartide (credo di aver visto anche qualche distratto pinguino in lontananza, che ha scambiato il Polo Sud con Vieste). Mi giro verso Andrea e ci guardiamo con la stessa espressione del viso, della serie “manco morto!”. Al contrario, Gianluca è deciso ad andare, sfidando le temperature polari e le onde che più che “cavalloni”, avevano le sembianze di piccoli tsunami. La motivazione di questo atto di coraggio è stata “M teng da lava in qualche modo! Ho bisogno di sentire l’acqua addosso, anche se salata”, ovviamente toccandosi la barba (lo fa sempre mentre pensa).

Mare in versione vasca da bagno per lui.

Dopo un sonnellino e qualche passeggiata, decidiamo di andare a vedere il centro di Vieste.
Alla radio la mattina della partenza, su RTL il cronista preannunciava un boom turistico a Vieste, con un over booking generale di tutte le strutture specializzate. Non c’era un’anima.

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Passeggiamo e decidiamo di provare i famosi “panzerotti” per pranzo. Entriamo nella pizzeria e il menù esposto fuori esibiva due tipologie di panzerotti, prosciutto e mozzarella oppure pomodoro e mozzarella.

-“Mi scusi un panzerotto prosciutto e mozzarella, per favore”.

-“No solo pomodoro”.

-“Ah ok, allora prendo quello”, come se avessimo avuto un’alternativa, “anche un pezzo di margherita. Scusi ma tra quello al forno e quello fritto quale potrei assaggiare? Non avendoli mai mangiati, quale panzerotto mi consiglia?”

-“Bo! Dipende quale ti piace di più”. Quale parte del “non avendoli mai mangiati” gli sarà sfuggita?

-“Vabbè al forno, può darmeli freddi che tanto fa caldo fuori?”

-“Stai qua fuori a mangià?”

-“Si”

-“Allora li riscaldo”

No sense.

Niente di speciale questi panzerotti comunque, per i più curiosi.

Comprata la maschera ad Andrea e un adattatore per Gianluca (che non riuscirà ad “adattarsi” con le prese di Fausto, in realtà), torniamo da Fausto, che ora ha perso le “sembianze” di forno a lenta cottura, per trasformarsi in microonde ad altissima frequenza sotto il sole delle 14 di Vieste.

Destinazione Polignano a mare. Finalmente.

-“Polignano dovrebbe essere vicinissima, così abbiamo il tempo per trovare una fontanella e riempire il serbatoio dell’acqua”, fa Andrea.

Ah, non vi ho detto il bello! Fausto ha grandi qualità: ha un angolo cottura, 4 posti letto (non vi fate idee strane, ci vuole molta immaginazione per realizzarli veramente tutti), una serie infinita di scompartimenti per i più disparati oggetti da riporre (la leggenda narra che ce ne siano più di venti, ma come tutte le leggende bisogna prenderla con le pinzette), due sedili e soprattutto un bagno-doccia (ho usato questo termine perché, volendo, si potrebbe fare un qualsivoglia “bisognino” e contemporaneamente farsi la doccia, giocando a tetris con il water e il lavandino).

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Ecco, è proprio questo il punto che più mi interessa: il bagno-doccia. Fausto dovrà pur avere qualche difetto, no?
Secondo voi, quando si tira lo sciacquone o quando si lavano i denti, dove vanno a finire le acque? Faustino bello, come tutti i suoi simili, è dotato di serbatoi appositi. Diciamo che per riempirli non è che ci voglia molto, soprattutto se considerate che le acque grigie (cioè provenienti dal lavandino e dalla cucina) non vengono svuotate da quando Fausto era ancora solo un cucciolo. Aggiungiamo a tutto questo che anche l’acqua da utilizzare sul camper ha un proprio serbatoio e un mini impianto idraulico, ma in meno di una mezza giornata siamo riusciti a svuotarlo quasi del tutto.

Faccio un riepilogo sintetico: ci ritroviamo con un serbatoio di acque reflue che a momenti esplode e uno per quelle “buone” quasi completamente vuoto. Aggiungete a tutto ciò che “la natura chiama”! Capirete bene che ci era impossibile utilizzare il bagno per due ovvie realtà: niente acqua da usare in bagno e quasi nessuna possibilità di accedere alle acque grigie, roba da farsela sotto (in tutti i sensi)!

Dai, mi fermo qui altrimenti entro nel trash. Era solo per farvi capire la nostra situazione disperata.

Dove eravamo? Ah si, al “dovrebbe essere vicinissima”. Con tutta la nostra “tragica” situazione, ci avviamo per Polignano a mare.

Sapete quanto dista Vieste da Polignano in realtà? Solo 250 km. Roba che non si farebbe in tempo a chiudere gli occhi, che si dovrebbe già scendere dal camper (ironizzo, ovviamente).

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Ottimo! Alla ricerca di un camping per risolvere i nostri problemi!

Arrivati a Polignano, iniziamo ad andare alla ricerca di un camping che possa risolvere tutte le nostre esigenze (non dimenticate che nessuno di noi ha ancora fatto una doccia).

Primo camping, chiuso. Secondo spiazzo per la sosta, full. In lontananza però scorgiamo una fontana pubblica. Non so se mi spiego, POSSIAMO RIEMPIRE IL SERBATOIO E FARCI UNA DOCCIA!!!

Parcheggiato Fausto in posizione ottimale per riempire il serbatoio, in un attimo tiriamo fuori il tubo e, mentre inserisco una estremità nella piccola cisterna, Gianluca cerca in qualche modo di reggere il tubo attaccato alla fontana. La situazione è questa che potete vedere in foto.

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Riempito il serbatoio, finalmente doccia! Non sapete che bella sensazione (ora si che abbiamo un vero problema con le acque reflue grigie).

Ora non rimane altro che trovare un posto dove passare la notte. Notato uno spiazzo poco distante  dalla fontanella, per di più con vista mare, ci fermiamo e ci prepariamo per uscire in centro. Sembra filare tutto liscio.
In effetti la magia svanisce in breve tempo. Lampeggianti blu in lontananza, che si fanno sempre più vicini.

-“Se non andate via al più presto vi faccio 300 euro di verbale” (traduzione dal pugliese)

-“Ho forse infranto qualche divieto di sosta?” – replica Gianluca, arricciandosi i capelli della nuca (lo fa quando vuole sembrare un bravo ragazzo).

-“C’è un’ordinanza del sindaco che vieta la sosta in questa zona, perché domani qui spareranno i fuochi d’artificio” – ribatte il vigile urbano.

-“E noi come facevamo a sapere dell’ordinanza del sindaco?” – domanda stizzito Andrea.

-“Dovevate informarvi!” – conclude il lord in divisa.

Certo, come no, in effetti il sindaco mi aveva chiamato per avvisarmi, ma mi sono dimenticato di richiamarlo. Il secondo genio che abbiamo incontrato in due giorni.

Comunque, scusandoci, promettiamo di andare via non appena terminato il primo pasto decente (pasta tonno e pomodoro, made by me).

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Profumati e sazi, ci spostiamo in una zona semi-residenziale di Polignano, a due passi dal centro.

Ore 00:30, finalmente riusciamo ad andare a fare un giro in centro.

Festa di paese e molta gente in giro. Volete sapere come è Polignano a mare? Un vero gioiello.

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Dopo qualche giro nel paese, ci spostiamo in un bellissimo locale con vista sul mare. Vi giuro che non ce ne saremmo voluti andare più.

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Facciamo amicizia con un paio di ragazzi baresi (e se non ci fossero stati i sottotitoli, non li avremmo mai potuti capire) e con alcune ragazze che si mostrano molto interessate al nostro viaggio (famose a capì).

Non mi dilungo oltre, giornata molto lunga e stancante. Cullati dal rumore delle auto che sfrecciano sulla statale a pochi passi, dopo aver fatto prendere il consueto caffè della buonanotte a Gianluca, andiamo a dormire.

Alla prossima puntata. Ad maiora, se spera!

1 Comment

  1. Maria Teresa - August 15, 2016 reply

    Noooooo troppo bello descrizione perfetta tanto da semtirsi immersi nel viaggio.Ottimo

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